Cin-ismi. Sovrappensieri spassionati sparsi. La colazione cinese può essere molto simile al pranzo. Frittate e fritture, tra le altre cose. Appena ne so qualcosa di più vi avviso. E scordatevi (quasi) le cose dolci (a colazione: per il resto pure i cinesi ne sono golosi). Il traffico è anarchico ma non aggressivo. Hanno un’idiosincrasia nei confronti del pedale del freno. Tutti suonano e pochi frenano, ma poi all’ultimo, se insisti, ti fanno passare senza lamentarsi o bestemmiare come da noi. Qui il casino sembra avere più una base pratica e meno “d’onore”, rispetto alla beneamata patria. Al rosso si può girare a destra. Per come guidano, comunque, ho registrato pochi incidenti, tutto sommato. Ma a Shanghai in confronto al resto del paese pare sia una pacchia. I pedoni sono come il plancton nella catena alimentare dei trasporti: non contano una mazza. Il verde pedonale e le strisce? Ahahah. Nessuno si ferma, il pedone che attraversa sembra essere visto come una strana cosa lenta in mezzo alla strada: se capiti davanti al muso di una macchina costretta a non investirti il guidatore ti guarda sempre un po’ sbalordito. Sono accettate tutte le manovre assurde, fatte con nonchalance. Per esempio immettendosi in una strada nessuno guarda, basta entrare non troppo aggressivi, quello che arriva frenerà suonando (circa). Non sembrano proprio interessati al pericolo che ne può derivare. Spirito di popolo. In definitiva, comunque, i cinesi sono pessimi guidatori: poco competenti, imprudenti, disattenti se non proprio dormienti, capaci di manovre fuori dalla realtà, soprattutto le signore idiote che guidano motorini elettrici. La “È” accentata maiuscola si fa con la combinazione di tasti alt+0200. Il frutto tutto puntuto e spinoso che puzza di marcio morto ma dentro pare sia buonissimo si chiama durian (poi l’ho assaggiato e in effetti è abbastanza buono).